La comunicazione libera ed efficace è alla base dell’apprendimento di qualsiasi ambito si tratti. Dovrebbe essere inoltre indirizzata verso i soggetti vogliosi di tale apprendimento senza incanalarsi nel circolo vizioso dell’autoreferenzialità, perché a questo punto non serve a nulla, se non ad alimentare i circoli viziosi per il puro autocompiacimento personale.
Ci sono ancora tante persone in Italia che non sanno distinguere un Metodo Classico dallo Charmat, non hanno mai sentito parlare di uve Gaglioppo, ritenendo poi che i vini “meridionali” sono forti e alcolici (contestuali parole). Ignorano del tutto l’esistenza di un Marsala Vergine Riserva e il suo originale abbinamento alle pietanze gastronomiche. Non è tutta colpa loro, ho avuto modo di appurare questo fenomeno della non cultura del vino durante diverse tappe del mio percorso professionale, soprattutto quando c’era in ballo l’acquisto, da privato o esercente, senza distinzioni. Il vero problema nasce quando si vogliono bruciare le tappe creando una lacuna inesorabile, la cosa è piuttosto evidente per chi invece è strutturato nella materia.
Il guaio più grande ancora, si presenta nel momento quando i sopranominati soggetti hanno il potere di apparire sulle testate di certa notorietà dove i milioni di persone attingono alle notizie “sicure”. Mi è capitato ultimamente di leggere un’articolo chiaramente pilotato, di una tipologia di vino che veniva sminuito e ridicolizzato, disperdendo man mano la sua vera natura grazie a degli esperimenti inutili attuati nei suoi confronti; la giornalista palesemente inesperta ha scritto su uno dei più autorevoli giornali, evito di riportare gli ulteriori indizi.
Nel video di sette minuti cerco di sintetizzare la questione qui accennata. Personalmente credo nell’insegnamento che inglobi anche le basi solide e necessarie che rappresentano le fondamenta del quadro più completo, un apprendimento graduale supportato dalla pratica consentirà dispiegare le ali sugli avvenimenti futuri, evitando i salti nel vuoto che creano scompenso ed inutile e nocivo disorientamento.
Fine
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