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PUBBLICATO Sabato 28 – 06 -2025

Giorno Primo

Il mio risveglio a Parigi, in quella che per pochi giorni sarebbe stata la mia casa temporanea, piccola ma accogliente, in Rue Saint-Sauveur, non era mai un brusco riemergere dal sonno, ma un ingresso fluido in un dipinto vivente. Ogni mattina, la città non si accendeva, si srotolava con una grazia impercettibile. Era il delicato fruscio della vita che riprendeva, un balletto di suoni e profumi che si levavano dai vicoli: il ronzio sommesso di un motore, il tintinnio di una tazzina, l’aroma avvolgente di una boulangerie che si mescolava al sentore umido dell’asfalto ancora bagnato. E ogni volta che scendevo o salivo, percepivo sotto i miei piedi la solida presenza di una scala possente, consumata da migliaia di passaggi, quasi un testimone silenzioso delle vite che l’avevano calcata.

Una Cultura Manifesta

Qui, nel cuore del II arrondissement, crocevia tra il fascino storico del Marais e l’audace modernità del Centre Pompidou, ogni giorno era una combustione silente di arte e mestieri, un dinamismo che sfuggiva alla fretta eppure non si lasciava sfuggire nulla. La comodità di avere ogni necessità a portata di mano era solo un aspetto di una convenienza che andava ben oltre il materiale. La vera ricchezza era la cultura palpabile, non solo confinata nei musei, ma incisa nei muri stessi della città. Lo testimoniavano i murales adiacenti al Centre Pompidou, tele urbane di cruda denuncia, che raccontavano il dramma infinito dell’Ucraina. Parigi, nella sua pretenziosa attenzione, non fingeva di ignorare il peso del mondo.

La Bellezza del Vivere

Passeggiando lungo la via, i dettagli si componevano in un quadro vivido: il parrucchiere che, con un gesto grazioso, offriva champagne a donne e uomini, toccati dall’eleganza di quel momento a loro dedicato. Era un piccolo, sublime interludio, un istante di cortesia che rifletteva un’attenzione al benessere e alla bellezza del vivere. Il venditore di frutta che allestiva la sua bancarella con la precisione di un atelier d’artista, le vetrine degli alimentari che esponevano centinaia di formaggi, quasi un capriccio raffinato, un’ostentazione discreta di bellezza e abbondanza.

Una Fede Traballante

Poco distante, la Chiesa di Saint-Eustache si ergeva maestosa, con le sue vetrate variopinte, quasi ombrose, che sembravano denunciare una carenza umana. Una realtà, quella delle chiese francesi sempre più vuote, che si protrae da decenni, un lento ma tangibile declino dell’adesione di massa. Eppure, pur considerandomi esistenzialista, ho sempre custodito uno spazio per un signore chiamato Gesù; le mie esperienze di vita mi hanno spesso incrociato sulla strada proprio lui, o almeno così credo. So che può sembrare un contrasto di convinzioni, ma è così. Sono estremamente aperta a tutto: fede, filosofia, cultura, arte. L’unica che forse non ha un fondo logico è la fede, ma questo è un altro tema. Tutte queste sensazioni andavano al di là di un semplice soggiorno; in me si mescolavano una miriade di elementi metafisici, ogni cosa mi offriva uno spunto di riflessione e la sua effettiva utilità. Parigi, in questo, si rivelava un’inesauribile sorgente di quesiti, spunti e stimoli.

La libertà di un Fiore

I negozi di fiori, invece, erano un tripudio di vita, con le loro composizioni graziose e piene di fascino, bouquet singolari che riflettevano negli occhi delle donne, quasi a testimoniare quanto a Parigi ci si scambiasse bellezza. Proprio nella mia via, una signora di mezza età con le mani sapienti creava le sue opere floreali, un’altra conferma di come l’arte permeasse ogni angolo.

Savoir-faire

A poca distanza, l’atmosfera di Rue Saint-Denis era una rivelazione a sé stante. Nei suoi caffè, il tintinnio di posate e bicchieri si fondeva con una mescolanza di sguardi e conversazioni sommesse. Qui la gente sembrava aver disimparato la fretta, assorta in una quiete quasi surreale. Seduti ai tavolini, assaporavano ogni momento, in un contrasto quasi incredibile con un mondo dove altrove si sta ancora lottando per sopravvivere la giornata. Era questa la nobile e spietatamente intellettuale bellezza di Parigi: la capacità di contenere in un unico, fluido respiro, la leggerezza dell’esistenza e il peso della consapevolezza universale. Aver fatto parte di questa città per qualche giorno mi ha arricchito parecchio, respirando il battito della città di notte come di giorno, assimilando una visione promettente di un’estetica educata al rigore, un’estetica anche mentale, recidiva, permanente, quasi strisciante e persecutoria.

Il Nutrimento

La sera, rientrata nel mio angolo di Rue Saint-Sauveur, trovavo rifugio in un’altra dimensione di questa città, quella che si apriva tra le pagine di Simone de Beauvoir. Le sue “Memorie di una ragazza perbene” mi accompagnavano nei momenti di solitudine voluta, una compagnia intellettuale che, anche se non ero fisicamente sola, nutriva quella parte di me che cercava una risonanza profonda con le esperienze e le riflessioni altrui, rendendo il mio viaggio ancora più personale e stratificato. Traevo benefico da tutti quei giorni passati; e ripensando a quel soggiorno in Thailandia di appena due mesi fa, rientravo in quell’essenzialità svelata a piccoli passi, senza bisogno del cibo o del vino. Io con me stessa, e quel nutrimento che non ha prezzo e viene da dentro di me e in me si compie: la mente mi basta, e forse l’anima, che è più sofisticata a recepire quelle cose, il sapere sempre di più con la grazia di una neonata a farmi vivere. Ecco la mia ostia quotidiana. Ah, Parigi, rimani nel tuo splendore come ogni volta quando ti rivedo, anche nella notte grigia e ventosa, a sentirti fino al midollo.

Una vista dall'alto di una scala a chiocciola di legno con ringhiera in ferro, che porta a una porta verde alla fine del corridoio.
PARIGI| Rue Saint-Sauveur |APRILE 2025| FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA



Un gruppo di persone passeggia lungo la riva del fiume a Parigi, con un murale colorato sul pavimento che recita "Paris, bouge ton esprit".
PARIGI | Lungo Senna |APRILE 2025| FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA
Interno di una chiesa con una porta blu aperta e vetrate colorate sullo sfondo.
PARIGI| Église Saint-Eustache | APRILE 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA
Una vivace strada parigina con caffè all'aperto e negozi, dove passanti socializzano e godono del sole.
PARIGI | Rue des Petits Carreaux | APRILE 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA
Esterno del Centre Pompidou a Parigi, con la sua struttura innovativa e colorata, biciclette parcheggiate in primo piano sulla piazza antistante.
PARIGI | Le Centre Pompidou | APRILE 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA
Sotto l'Eiffel Tower, un gruppo di persone passeggia e si ferma, circondato da arte e atmosfera parigina, con un cielo nuvoloso e una scelta di piccole bancarelle nascoste.
PARIGI | Tour Eiffel | APRILE 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA
Panorama di Parigi con una vista dal punto panoramico, caratterizzato da lucchetti attaccati a una cancellata, circondato da alberi e case, mentre il sole tramonta sullo sfondo.
PARIGI | Parv. du Sacré-Cœur |APRILE 2025| FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

Agnes Futa


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