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PUBBLICATO Giovedì 4- 09 -2025

Kythira, un mese dopo il grande rogo

Sono arrivata a Kythira (Κύθηρα) a fine agosto, a un mese esatto da quando l’isola è stata divorata dalle fiamme. Un’isola, conosciuta anche con il nome italiano di Cerigo, che si trova tra il Mar Egeo e il Mar di Creta, a sud del Peloponneso. L’incendio è divampato proprio da Pitsinades, il villaggio dove ho scelto di soggiornare e che, più di ogni altro, porta ancora le cicatrici di quel terribile evento.

Non appena ho messo piede qui, ho visto un paesaggio diviso a metà. Da un lato, il blu intenso del cielo e del mare che sembrano voler consolare la terra ferita; dall’altro, la vastità del suolo bruciato, una superficie scura e fragile che si estende per chilometri, testimone silenzioso di un’ecatombe ambientale. Ho potuto toccare con mano la natura del danno: un terreno nudo e friabile, dove un tempo c’era vita rigogliosa, e oggi c’è solo un deserto nero che sembra aver assorbito ogni speranza.

ISOLA DI KYTHIRA | Postumi dell’incendio di 26 /7/2025 | AGOSTO 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

​Le mie immagini raccontano la storia di questa distruzione, ma non riescono a catturare l’essenza della reazione umana che ho visto con i miei occhi. Mentre il silenzio dei luoghi bruciati rischia di farsi assordante, c’è chi ha deciso di urlare contro la tragedia con un atto di bellezza e speranza. Ho visitato il Monastero di Agios Kosmas & Agioi Anargyroi e ho notato, con la mia più profonda gratitudine, che i monaci hanno reagito prontamente. Non si sono limitati a imbiancare la loro struttura. Hanno preso una porzione del terreno annerito e vi hanno dipinto, con linee pulite e nitide, i colori vibranti della bandiera greca. In quel gesto, ho visto una forza inarrestabile, un profondo senso di appartenenza e la prova che l’umanità, anche di fronte al peggiore dei drammi, può reagire con un entusiasmo carico di umanesimo e uno spirito di adattamento che non conosce limiti.

Questo spirito lo si percepisce ovunque. Gli abitanti di Kythira sembrano assorbiti nel naturale scorrere del tempo, come se fossero parte integrante di una natura selvaggia che li ha sempre definiti. Ho esplorato i villaggi semi-abbandonati e quelli semi-ristrutturati, ho camminato tra i minuscoli cimiteri e ho ammirato le decine di chiesette disseminate in mezzo al nulla, dove forse solo Dio può percepire il senso della loro esistenza.

ISOLA DI KYTHIRA | Postumi dell’incendio di 26 /7/2025 | AGOSTO 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

Volti e luoghi di un’isola resiliente


Ho camminato per l’isola, scoprendo un contrasto ancora più profondo. Ho visto la famosa spiaggia di Limonias, luogo di un drammatico salvataggio durante l’incendio, e l’ho trovata innocente e bellissima, ancora meta ambita per molti, pronta ad accogliere chiunque. Ho visitato Chora, il capoluogo, sobria e discreta. Non è stata toccata dal fuoco e rapisce per il suo stile fine, l’essenzialità del bicolore bianco e blu, un perfetto equilibrio tra antico e moderno.

ISOLA DI KYTHIRA | Postumi dell’incendio di 26 /7/2025 | AGOSTO 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

​A Potamos, ho trovato un centro vivo e pulsante, con locali affollati di turisti uniti dalla voglia di vivere un momento di serenità, sorseggiando un tradizionale Caffè frappè. Qui, la domenica, un piccolo mercato agricolo ospita contadini veri che propongono una selezione limitata ma autentica di prodotti come fichi, pomodori, sale e olio.

Ho visto Agia Pelagia, l’ex porto dell’isola, che a mio avviso vive dei fasti del passato. Non è brutta, ma sembra aver bisogno di più cura estetica e di una nuova vita. Infine, ho attraversato Livadi, un paese sulla strada principale, con bar, negozi e molte case in affitto. Qui lo stile isolano è ancora ben conservato, con un movimento discreto di locali e qualche turista.

ISOLA DI KYTHIRA | Postumi dell’incendio di 26 /7/2025 | AGOSTO 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

Le tracce del passato e l’anima autentica


Ma la vera ricchezza di Kythira non è nei luoghi più noti, bensì nei suoi numerosissimi villaggi, a volte composti da non più di quattro case. Sono loro la vera testimonianza di un passato segnato da diversi domini, dai più recenti della Repubblica di Venezia, agli Ottomani e agli Inglesi. Il loro lascito si ritrova nell’architettura, dalla fortezza veneziana che domina Chora alle case più nobili e spaziose, oggi spesso in piena decadenza ma ancora in grado di trasmettere un fascino antico.

ISOLA DI KYTHIRA | Postumi dell’incendio di 26 /7/2025 | AGOSTO 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

Le case bianche e blu, le finiture color ocra e gli onnipresenti alberi di fico e i carrubeti sempreverdi parlano di un passato che ha saputo coniugare le intenzioni dei dominatori con l’aspra anima naturale di Kythira. E mentre le rovine archeologiche di Mylopotamos rivivono nell’attuale accoglienza dei loro cittadini, altri villaggi come Aeroi, Kousounari, Lianianika e Aroniadika persistono nel loro fascino atavico, tra vigorose buganvillea, fichi d’India e gatti addormentati. Gli ulivi tappezzano la terra arida e rocciosa, e non so con quale maestria abbiano trovato lo spazio per ospitare qualche filare di uva bianca e profumata, probabilmente Moschofilero.

ISOLA DI KYTHIRA | Postumi dell’incendio di 26 /7/2025 | AGOSTO 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

Il contrasto tra l’uomo e la natura ferita


​È impossibile non avvertire un forte contrasto tra la fragilità di questa terra e l’egoismo di chi la vive con un approccio puramente ludico. Si arriva su quest’isola per cogliere solo gli aspetti più superficiali: il bagno al mare, la sosta al ristorante e via dicendo, senza mai penetrare l’anima del luogo, le sue tradizioni e le sue problematiche. È un turismo senza cultura, pigro e accomodante, disposto a prendere il meglio senza dare nulla in cambio.

Eppure, il fuoco non fa sconti a nessuno. Le fiamme possono colpire in ogni istante una terra indifesa, e la loro forza distruttiva ci ricorda la precarietà di un ecosistema che può scomparire senza preavviso. Sebbene le condizioni estreme come l’ondata di calore e la siccità ne favoriscano la diffusione, l’origine degli incendi ha quasi sempre lo zampino dell’uomo. Basta un pezzo di vetro o un materiale riflettente a innescare un’energia devastante.

ISOLA DI KYTHIRA | Postumi dell’incendio di 26 /7/2025 | AGOSTO 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

Un monito per il futuro e il senso del viaggio


​Il rogo di Kythira non è stato un evento isolato. L’intera Grecia, da Creta all’Eubea, dall’Attica al Peloponneso, ha dovuto fare i conti con un’estate di fuoco. La solidarietà internazionale, con l’Italia in prima linea che ha inviato i suoi Canadair, è la prova che di fronte a queste catastrofi la collaborazione è l’unica strada possibile.

Questa tragedia ci interroga sul senso del nostro viaggiare. Qual è lo scopo del nostro viaggio? È solo divertimento? L’accesso a luoghi “belli’, spesso snaturati e lontani dalla vera identità del territorio? L’arrogante pretesa di avere diritto a tutto, persino a sporcare incontaminando?

ISOLA DI KYTHIRA | Postumi dell’incendio di 26 /7/2025 | AGOSTO 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

Dobbiamo promuovere un viaggio consapevole e completo. Non solo ciò che si vuole far vedere al turista, per timore di infastidirlo, ma anche la realtà autentica del luogo. Dobbiamo insegnare ai nostri bambini il rispetto e l’autenticità di un paesaggio, che sia un bosco incontaminato o un’area devastata da una scellerata espansione urbanistica, volta a preservare gli interessi di pochi.

​Bisogna far notare a tutti, ma soprattutto ai più piccoli, il valore di un frutto cresciuto sotto i raggi del sole su un albero curato da mani umane. Questo piccolo gesto racchiude un grande insegnamento: la vita e la natura hanno ritmi e costi che non possono essere ignorati. La storia di Kythira è un avvertimento che la precarietà di un ecosistema è un dato di fatto, ma la nostra risposta può fare la differenza tra l’oblio e la speranza.


ISOLA DI KYTHIRA | Postumi dell’incendio di 26 /7/2025 | AGOSTO 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

Agnes Futa


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