PUBBLICATO Lunedì 8- 09 -2025
Ouzo: il distillato che racconta la Grecia
Tra storia, sapori e il gesto gentile di una donna a Preveza
L’ouzo non è solo un distillato, ma un simbolo liquido della Grecia. Ogni sorso evoca secoli di storia, artigianato e convivialità, portando con sé il profumo dell’anice, la freschezza delle erbe aromatiche e il richiamo di un’identità collettiva che resiste nel tempo.
Un distillato con radici profonde
Le sue origini risalgono alle bevande aniciate del Mediterraneo orientale, come arak e raki. Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, molte famiglie greche portarono nelle isole egee le tecniche di distillazione, gettando le basi dell’ouzo moderno.
Nell’Ottocento, l’isola di Lesbo e in particolare Plomari divennero la patria storica di questo distillato. Nel 1932, una legge stabilì che l’ouzo dovesse essere prodotto esclusivamente in alambicchi di rame, a garanzia di autenticità. Dal 2006, il distillato greco è tutelato in Europa con il marchio Indicazione Geografica Protetta (IGP).
Il rituale della distillazione
L’ouzo nasce da alcol neutro agricolo aromatizzato con anice, finocchio, coriandolo, mastice di Chios e altre spezie. La lenta distillazione in rame e il successivo riposo permettono agli aromi di fondersi in equilibrio. Infine, l’aggiunta di acqua regola il grado alcolico.
Servito con acqua o ghiaccio, l’ouzo sprigiona il celebre “effetto ouzo”, che lo trasforma in una bevanda lattiginosa: segno visibile della presenza naturale degli oli essenziali di anice.
Ouzo e convivialità
L’ouzo non si beve mai da soli: è rito sociale e gesto di ospitalità. Si accompagna ai mezedes — olive, formaggi, pesce fritto, frutta secca — e diventa occasione di dialogo, di condivisione e di lentezza, in contrasto con i ritmi della modernità.


Preveza e la famiglia Roubou: un ouzo che emoziona

Durante una passeggiata nel cuore di Preveza, ho avuto la fortuna di visitare il storico negozio della famiglia Roubou, oggi giunta alla terza generazione con la signora Anna. La loro produzione annua è di circa 10.200 litri di ouzo, un quantitativo che racconta la dimensione artigianale e la cura dedicata a ogni bottiglia.

Ciò che colpisce del loro ouzo è il carattere suadente e carezzevole al palato, con un retrogusto pulito e nitido. Le note fresche di anice, cardamomo, erbe aromatiche, mandorla matura e fico fresco si intrecciano armoniosamente, regalando un sorso che sorprende anche chi, come me, si avvicina ai distillati solo occasionalmente.
La versatilità del prodotto permette di diluirlo secondo il grado desiderato, rendendolo adatto a ogni occasione. Si abbina perfettamente a frutta secca, olive, formaggi di pecora e capra, ma anche ai dolci della tradizione greca. Gustato da solo, allungato con acqua, regala momenti contemplativi, come quelli vissuti a Monemvasia, dove il fascino del luogo unico si fonde con l’onnipresenza del mare.
Il volto femminile dell’ouzo
Nel negozio dei Roubou campeggia un’immagine che raffigura una donna nell’atto di offrire un bicchiere di ouzo con grazia. Un gesto che diventa simbolo di ospitalità gentile, accoglienza e mediazione culturale. Laddove l’ouzo rischierebbe di essere percepito come un distillato “maschile”, il gesto femminile lo trasforma in un dono elegante e relazionale.

Parallelismi e tradizioni europee
L’ouzo greco condivide sorprendenti somiglianze con altri distillati europei e mediterranei a base di anice:
Mistrà in Italia, nato dai contatti veneziani con la città di Mystra, che ne portò il nome e la tecnica.
Anisette in Francia, più dolce e leggero, ma con la stessa impronta aromatica dell’anice.
Raki in Turchia e Arak in Medio Oriente, antenati storici dell’ouzo.
Questi parallelismi mostrano come il Mediterraneo e l’Europa abbiano intrecciato nel tempo tradizioni simili, reinterpretate in contesti locali e culturali differenti.
Nota tecnica
Produttore: Famiglia Roubou, Preveza (Grecia)

Gestione attuale: Terza generazione, Anna Roubou
Produzione annua: circa 10.200 litri di ouzo
Grado alcolico: 37,5–40% vol.
Caratteristiche aromatiche: anice, cardamomo, erbe aromatiche, mandorla matura, fico fresco
Modalità di consumo: puro o diluito con acqua, accompagnato da mezedes, frutta secca, olive, formaggi e dolci tradizionali
Un sorso di Grecia
Bere ouzo significa immergersi nella storia e nella cultura del Paese. È un distillato che unisce passato e presente, artigianato e socialità, luoghi e memorie. E, grazie al gesto femminile di Preveza, si arricchisce di una nuova dimensione: quella dell’eleganza gentile, capace di trasformare un bicchiere in un invito, una bevanda in un racconto, una tradizione in emozione.
Nota storica: Veneziani e Mistrà
I contatti tra il mondo greco e le repubbliche marinare hanno lasciato segni anche nella cultura dei distillati. In particolare i contatti veneziani con la città di Mystra contribuirono a introdurre in Italia una bevanda aniciata che venne chiamata Mistrà: un esempio di come le tradizioni del Mediterraneo si siano contaminate e diffuse oltre confine.

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