PUBBLICATO venerdì 3 0tt0bre 2025
Dimenticate la corsa ai prezzi e la guerra all’ultimo centimetro di sabbia. Se l’estate italiana significa che la spiaggia è spesso un privilegio per pochi, la Grecia offre un’alternativa rinfrescante. Qui, la spiaggia è un bene comune, un diritto per tutti, non un lusso.

La mia esperienza, maturata in ben tre estati consecutive, mi ha mostrato una realtà che va oltre il semplice risparmio. Ho esplorato isole e regioni diverse: Lefkada, Kefalonia (Cefalonia) e Zakynthos (Zante) nel 2023; Kerkyra (Corfù), il Peloponneso, Elafonissos e Paros nel 2024; e nel 2025 ho intrapreso due viaggi, uno a Kriti (Creta) a giugno e un secondo che mi sta portando da Kerkyra al Peloponneso, passando per Elafonissos, Kythira e di nuovo Kriti, questa volta nella zona sud-orientale.
Ci tengo a precisare: gli esempi che vi ho riportato sono solo una piccola parte delle esperienze vissute. Questa realtà, ispirata dalla mia esperienza diretta, è presente in circa il 90% dei casi. Certo, anche qui, in misura alquanto ridotta, si possono riscontrare dei piccoli eccessi, i cosiddetti “posti fighetti”. Ma non sono difficili da gestire: basta evitarli. L’obiettivo primario, quello di un mare a buon prezzo e accessibile, non viene snaturato.
Un modello di ospitalità autentico.

Che tu arrivi con la tua attrezzatura o usufruisca dei servizi offerti, il contrasto con l’Italia è lampante. A Kerkyra (Corfù), nella zona di Paralia Marathias, ho scoperto spiagge come Santa Barbara e Paralia Gardenos. Qui, la sabbia è vasta, affiancata da imponenti scarpate di argilla. Ed è qui che la consapevolezza del vivere il mare diventa tangibile: nidi di tartarughe sono disseminati lungo la spiaggia, sapientemente circoscritti da paletti di legno, con cartelli in varie lingue. Un segno di come l’incontaminato conviva con l’uomo.

La formula è semplice e geniale: a Santa Barbara, due lettini e un ombrellone sono gratuiti a patto di consumare qualcosa. A Paralia Gardenos, la spiaggia è prevalentemente libera, con pochi stabilimenti che offrono il solito set a soli 10 euro. Sempre più a sud, la pittoresca Paralia Arkoudilas ti invita a scegliere il posto che desideri, offrendo il solito set a soli 10 euro. In tutte queste spiagge, puoi arrivare con il tuo equipaggiamento e posizionarti anche davanti agli ombrelloni “istituzionali”.

Nel Peloponneso, poi, la situazione è ancora più unica. Lungo le spiagge lunghe e autentiche, affiancate da pinete, ho scoperto a Zacharo la Fratzata, un piccolo e affascinante stabilimento. Un posto che, per la sua filosofia di rispetto per la natura e il suo stile, mi ha ricordato il Singita di Fregene, pur essendo in una versione decisamente più semplice. Offre il solito set di due lettini e ombrellone a soli 5 euro. Accanto, i bagnanti piantano i loro ombrelloni “privati” alla rinfusa, senza regole né restrizioni. Ho assistito a una serie di partite a racchettoni dei locali, a un livello quasi professionale, che mi hanno fatto ripensare ai giochi della vicina Archea Olimpia.

L’acqua stupenda della graziosa insenatura di Paralia Stomio, lungo la costa di Kyparissia, è un vero e proprio spaccato di vita. Raggiungibile da due lati con apposite scale e dotata di comodi parcheggi, ti invita a passare intere giornate immerso nel folclore del vivere il mare greco. Ho potuto osservare con minuziosa attenzione le abitudini e i costumi, le relazioni tra bambini e genitori e la discrezione con cui i greci si relazionano con l’ambiente. Anche qui, la scelta è totale: puoi prendere i tuoi soliti lettini e ombrellone e scegliere il posto in piena libertà, non pagando nulla se lo desideri. Il posto è dotato di docce, bar e tutti i servizi, ma la convivialità tra gli ombrelloni dello stabilimento e quelli privati è lasciata in piena libertà.

A Kriti (Creta), per gli amanti della natura, ho trovato un gioiello nascosto: Paralia Filaki. Questa spiaggia rocciosa, situata nella parte sud-occidentale, offre un’esperienza intima sul Mar Libico. Qui, il solito set di due lettini e un ombrellone costa appena 8,50 euro, con la possibilità di un abbonamento settimanale a 40 euro. Un prezzo modico per godersi una bellezza naturale che altrove sarebbe un vero e proprio lusso.
Il mare è di tutti. E si vede.

In Italia, si allontana la gente dal mare e in tanti fanno finta di non vedere questa ingiustizia. Prezzi come i 70 euro per due lettini e un ombrellone che si pagavano ad Agosto a Santa Marinella, vicino Roma, sono l’esempio di un sistema che allontana le persone dall’idea stessa di una vacanza al mare. Troppi protezionismi difendono chi occupa i territori del demanio, e ancora oggi accade che qualcuno ti faccia pagare l’ingresso.
In Grecia, invece, il bagnasciuga non è un confine inaccessibile, ma uno spazio condiviso, dove le persone passeggiano liberamente. Molte spiagge sono dotate di docce e servizi igienici gratuiti, un lusso che in Italia spesso si paga a caro prezzo.

Questa non è una coincidenza, ma la prova che il mare è, prima di tutto, un bene dei cittadini, un patrimonio da difendere e condividere. Qui si vive il mare in modo autentico e democratico, senza grandi stravaganze. La consapevolezza che l’uomo può usufruire di un bene di tutti a prezzi umani è palpabile. Che si tratti di un gruppo di amici, una coppia o una famiglia, tutti possono vivere il mare con serenità e un minimo di comfort. La Grecia non offre solo vacanze, ma un modo diverso e più autentico di vivere il mare. Un’esperienza che, una volta provata, ti farà riconsiderare il concetto stesso di “vacanza al mare”.
Confronto con l’Italia: un quadro normativo divergente.

Le concessioni demaniali balneari rappresentano la più chiara e profonda differenza tra Grecia e Italia, non solo in termini di esperienza turistica, ma anche di visione politica e sociale.
In Grecia, la legge n. 5092/2024 stabilisce che ogni concessione può coprire fino a 500 m², con un massimo del 60% destinabile a lettini, ombrelloni o strutture simili. Ma la regola più importante è che almeno il 50% della spiaggia deve rimanere libera e accessibile al pubblico. Le concessioni hanno una durata chiara, fino a 20 anni per uso commerciale, e sono assegnate tramite aste elettroniche gestite dal registro fondiario greco, con controlli ambientali rigorosi (Camera dei Deputati, Grecia).

In Italia, la situazione è diversa. Secondo i dati di Unioncamere e Mondo Balneare 2023, si contano ben 7.244 stabilimenti balneari. Non esistono limiti uniformi per la percentuale di spiaggia libera, la superficie concessa tende a essere più estesa, e le concessioni spesso vengono prorogate senza nuove gare, contravvenendo alla Direttiva Europea 2006/123/CE, con controlli ambientali meno uniformi.

Questo confronto evidenzia come la Grecia punti a un modello di spiaggia condivisa e regolamentata, dove il mare rimane un bene di tutti, mentre in Italia prevalgono accesso limitato e una gestione frammentata, che ha trasformato un diritto in un privilegio.





