PUBBLICATO 1 novembre 2025 7,32pm
ABRUZZO IN ABRUZZO: La Verticale di “Dante” Marramiero che Riscrive la Storia del Montepulciano
🖋️ Premessa: Il Manifesto dell’Indipendenza Enologica
Per troppo tempo, la narrazione del vino abruzzese è stata incatenata a un paradosso geografico, costretta a definirsi sempre in relazione a qualcos’altro—”la regione verde d’Europa,” “vicina al centro.” Ma l’era degli aggettivi geografici è finita. L’Abruzzo enologico ha una storia da raccontare, misurata in decenni, non in chilometri, e non ha bisogno di analogie: è una realtà autonoma, forte e di importanza strategica.
La prova lampante di questa rivendicazione di sovranità è stata una verticale storica che ha messo in fila ben undici annate del Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva “Dante” di Marramiero . Questa degustazione, organizzata per la prima volta in modo così completo dall’azienda, non è stata un semplice esercizio di analisi, ma un manifesto liquido che ha dimostrato una verità inconfutabile: il Montepulciano d’Abruzzo, quando trattato come un Grand Cru (con un posizionamento di prezzo di oltre €100), non solo invecchia, ma compete in eleganza e complessità con i giganti del mondo del vino. Il messaggio è chiaro: Abruzzo in Abruzzo. Questo vino è buono perché assomiglia a se stesso nella sua forza.
⛰️ Un Terroir, Due Anime: Il Segreto della Longevità
L’Abruzzo è una regione cruciale perché incarna perfettamente la dualità: è in grado di produrre grandi volumi di vino accessibile pur offrendo, contemporaneamente, espressioni di altissima eccellenza e longevità.
Questa longevità non nasce in cantina, ma in vigna. Il vero segreto è la materia prima impeccabile. Il “Dante” nasce da un vigneto piuttosto vecchio, di oltre 50 anni, dove la pianta offre un’uva di qualità eccelsa. Il lavoro del produttore è quello di “non sciupare” questa materia prima, proteggendola dagli intoppi climatici e assicurando una vendemmia magistralmente equilibrata, con acini pronti. Solo un’uva di questa statura consente di ottenere un vino eterno.
Il vero cuore storico di questo progetto è la Tenuta Sant’Andrea a Rosciano. È qui, a circa 300 m sul livello del mare, che sono impiantate viti che risalgono all’inizio del ‘900, un vero e proprio patrimonio storico-culturale dell’azienda. Queste viti ultracentenarie non solo forniscono le uve più preziose, ma sono anche la fonte genetica (barbatelle) per i nuovi impianti. Il terreno, arricchito da tufo e da un impasto prevalentemente argilloso, offre un nutrimento eccellente che conferisce al Montepulciano struttura, mineralità e resistenza.
Questa unicità è supportata da una cornice geografica inimitabile:
- Gran Sasso e Maiella: Le montagne creano una barriera e garantiscono le ampie escursioni termiche notturne, fondamentali per l’acidità e l’eleganza.
- Mare Adriatico: La vicinanza al mare mitiga il clima e dona ai vini una caratteristica sapidità e freschezza.
La Sfida del Clima
Tuttavia, anche questa regione non è immune alla crisi climatica. La sfida per il futuro è chiara: i produttori dovranno guardare sempre più in alto, spostando i vigneti dalle pianure alle colline più elevate per contrastare l’aumento delle temperature e preservare la freschezza che è la chiave della longevità. (Per approfondire l’impatto del clima sull’enologia e le soluzioni adottate, puoi consultare il mio articolo sui [vini dealcolati] https://antenna-vino.com/2025/10/31/vino-snello-futuro-consapevole-litalia-nel-bivio-dei-dealcolati/ ).
🍷 La Verticale Storica: Evoluzione e Identità
Il “Dante” (la cui prima annata è proprio il 1998) si inserisce in una nobile tradizione. Se Emidio Pepe e Edoardo Valentini hanno dimostrato la capacità di invecchiamento dei vitigni abruzzesi, Marramiero ha definito un suo stile unico: struttura monumentale e lungo affinamento di 120 mesi (10 anni).
Le undici annate in degustazione (1998, 1999, 2001, 2003, 2005, 2007, 2008, 2010, 2011, 2013, 2015) hanno permesso di tracciare l’evoluzione del vino.
🚀 Il Punto di Svolta Stilistico (Taraborrelli vs. Falcone)
Fino all’annata 2005, il vino fu plasmato dalla visione del grande enologo abruzzese Romeo Taraborrelli, che ne definì il carattere profondo. La verticale ha evidenziato in modo netto un cambio di marcia a partire dall’annata 2007, in concomitanza con l’arrivo del nuovo enologo Giuseppe Falcone.
Il vino ha mantenuto il suo timbro riconoscitivo, ma ha mutato fisionomia: il Montepulciano si è reso “più garbato, più accogliente, più suadente”. Si è assistito a un’evoluzione che lo ha allontanato dalle note di “rozza nobiltà” — quel carattere potente, rude e selvaggio tipico del vitigno — pur mantenendo la sua personalità. Il “Dante” post-2007 è un vino “domato” nel tannino e nella freschezza, con una nota selvaggia insita che non “sborda dai classici canoni dell’eleganza”, rendendolo “meno codificato” e più leggibile per il mercato internazionale.
👑 L’Annata del Ritorno: Il 1998
L’annata che ha colpito di più in degustazione è stata proprio la capostipite, la 1998. Nonostante i 25 anni, il vino ha mantenuto intatta quella sua espressione selvaggia e un po’ fuori le righe pur essendo molto evoluto, a riprova della longevità insita nel progetto Marramiero fin dalla prima annata. La sua complessità aromatica unica — sentori di prugna secca, pasta di olive, cuoio e sottobosco — ha definito la sua grandezza.
🍽️ Abbinamento d’Onore: La Forza Autonoma del Vino
Un vino di tale statura, con una gradazione alcolica del 14,50% vol, non ha bisogno di essere misurato con altre denominazioni. La sua grande morbidezza e la ricchezza di tannini lo rendono un partner ideale, come suggerito dalla stessa azienda:
| Piatto Consigliato | Focus Aromatico |
| Filetto di Cervo o Selvaggina con riduzione al Montepulciano e ginepro. | La selvaggina si sposa con la potenza del vino; la riduzione riprende i sentori terziari e di frutto evoluto. |
| Primi Piatti al Tartufo e Funghi (come un risotto o delle tagliatelle). | I profumi terrosi del tartufo e dei funghi si fondono con il bouquet etereo del vino invecchiato. |
🌟 La Conclusione: L’Abruzzo e il Coraggio dell’Autenticità
La prima verticale completa di “Dante” Marramiero è stata molto più di una lezione di enologia; è stata una dichiarazione. L’Abruzzo è una regione che vanta storia, geografia e qualità, e il suo prodotto finale è una simbiosi autentica di questi elementi.
Il messaggio finale è un invito al coraggio: il coraggio di proporsi senza mezzi termini, con la spontaneità e l’autenticità di un prodotto che non deve assomigliare a nessun altro, ma solo a se stesso. Il “Dante” è la prova liquida che la nuova sfida dell’Abruzzo è stata già vinta nel tempo, affermando la sua eccellenza in modo inequivocabile e indipendente.





