Due Volti dell’Eccellenza — Quando il Barolo Tradizionale Incontra l’Autenticità Radicale

Il mio manifesto precedente ha rivendicato con forza il valore del vino naturale: integrità, sincerità radicale e la libertà del non intervento. Ma l’eccellenza, ho concluso, è un bene universale. Per onorare questa idea, è fondamentale riconoscere anche la grandezza del polo opposto.

Ho assistito di recente a una degustazione dedicata ai vini dei Poderi Luigi Einaudi, un’istituzione che incarna la storia e la maestria della tradizione piemontese. L’esperienza di assaggiare questi vini è stata una lezione di potenza, longevità e rigore tecnico.

Il Volto della Tradizione: Rigore, Storia e Chiarezza Contadina

Qui, l’intervento umano è una forma d’arte necessaria per domare la potenza e garantire una stabilità assoluta.

La degustazione ha percorso il Dogliani Superiore 2022 (vino del popolo in solo cemento) e il Langhe Nebbiolo 2023 (resistenza e integrità in annata di siccità). La degustazione ha poi guidato tra la potenza del Barolo e del Barbaresco.

Il Barolo Bussia 2021 da Monforte d’Alba, che si raccoglie per ultimo ed è fermentato in tino (0.5 ha), ha più personalità. Si è distinto con un naso complesso (tamarindo, iodio, cera, fiori secchi) e il tannino levigato evidenzia la esasperata ricerca di piacevolezza definita dal rigore tecnico. Il Barolo Monvigliero 2021 (vigna 1969/70) ha svelato la sua “grinta” inattesa, dimostrando che: Vino al tempo tempo al vino.

Il Barolo Villero 2021 (nuova acquisizione) ha mostrato come la tradizione guardi alla purezza con l’uso del solo cemento. Il Barolo Terlo Vigna Costa Grimaldi 2021, invece, ha rivelato l’atto di correzione tramite legno nuovo (tonneaux) per ovviare a un deficit strutturale (spigolosità).

Contrasto di Scala: L’intera filosofia Einaudi è sostenuta da una realtà produttiva di 85 ettari vitati, che consente una costanza e un rigore tecnico al servizio della longevità.

Nozione Generale: Se il Barolo nasceva storicamente dall’assemblaggio, oggi la tendenza è imbottigliare i singoli Cru per far parlare il territorio con la massima fedeltà. Questa spinta alla massima espressione territoriale e alla riduzione degli interventi (meno travasi) è un punto di contatto filosofico inatteso tra i due mondi.

Il Volto della Sincerità: La Scelta dell’Assenza e la Resilienza

Questa ricchezza di dettagli e il rigore tecnico fanno da contraltare all’approccio naturale. Se il vino tradizionale eccellente ci parla di quanto l’uomo può fare per correggere un deficit (come sul Terlo) e per inseguire una ricerca esasperata di piacevolezza, il vino naturale ci parla di quanto l’uomo deve astenersi per ottenere la massima trasparenza.

Il vignaiolo naturale rifiuta l’uso di coadiuvanti chimici e filtri. Il suo obiettivo non è la stabilità assoluta o la correzione, ma la trasparenza fedele del singolo sorso. Il vino tradizionale eccellente minimizza il rischio; il vino naturale eccellente lo abbraccia, trasformandolo in espressività unica e viscerale.

Conclusione: La Diversità è Necessaria

La mia provocazione risiede qui: non si tratta di scegliere se il Barolo Bussia, figlio del rigore e della levigatura, sia migliore del vino non filtrato in anfora, ma di riconoscere che offrono due percorsi distinti e legittimi per raggiungere l’eccellenza.

Questa diversità è un bene prezioso per il consumatore. L’importante è che entrambi i mondi si rispettino, riconoscendo che fanno parte di una grande famiglia del vino, e che in entrambi i casi, l’eccellenza è l’unica vera misura.


Agnes Futa


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