radici
La storia della vite non è lineare.

La storia della vite non è lineare.
La vite appare, scompare e riemerge, seguendo i movimenti della storia, delle migrazioni, dei commerci e delle civiltà.
Nei territori marginali del Mediterraneo e dell’Atlantico, nelle isole vulcaniche, nei paesaggi più aridi e apparentemente fragili, sopravvivono ancora oggi le tracce di una continuità antica.
Da questa riflessione nasce il Progetto Radici.
Un percorso di ricerca dedicato ai paesaggi viticoli, ai territori marginali e alle relazioni profonde tra vite, ambiente, memoria e continuità culturale.
Le mie esplorazioni sono iniziate nelle Isole Canarie, tra Lanzarote, Fuerteventura e Gran Canaria, e sono proseguite a Creta, da Toplou, nella parte orientale dell’isola, fino ai vigneti della prefettura di Rethymno, tra Kali Sykia e le pendici del Kryoneritis. Il viaggio continua oggi verso Santorini.
Non ero partita alla ricerca delle vigne a piede franco.
Ero alla ricerca di paesaggi rurali, di biodiversità, di permanenze e di ciò che ancora resiste ai margini.
Mi interessava comprendere il rapporto tra la vite e il suo ambiente: l’olivo che domina il paesaggio cretese, la vegetazione spontanea, la presenza di specie differenti che convivono negli stessi spazi, i paesaggi agricoli ancora non completamente uniformati.
È stato proprio lungo questo cammino che le vigne a piede franco hanno trovato me.
Quasi senza cercarle.
Osservando i singoli vigneti e ascoltando le storie delle persone che li custodiscono, ho compreso che queste piante rappresentavano molto più di una semplice curiosità agronomica.
Erano il segno visibile di una continuità.
Di una capacità di adattamento.
Di una memoria ancora viva.
La vite, in questi luoghi, non racconta soltanto una storia agricola.
Racconta una storia di civiltà.
Creta e l’Egeo custodiscono una delle più antiche culture del vino del Mediterraneo. I grandi pithoi rinvenuti a Cnosso, Festo, Gortina e in altri siti archeologici dell’isola testimoniano una presenza millenaria del vino e dei suoi commerci tra Creta, Santorini e il resto dell’Egeo.
Il vino non era soltanto una bevanda.
Era cultura, rito, economia e parte integrante della vita quotidiana.
Per questo, quando osservo questi paesaggi, non riesco a separarli dalla lunga storia che li ha preceduti.
La vite non cresce mai in un vuoto.
Affonda le proprie radici in un ambiente che è anche memoria.
Quando parlo di ambiente, infatti, non mi riferisco soltanto al concetto di terroir.
Per ambiente intendo un insieme più ampio e complesso: geologia, vulcano, clima, biodiversità, archeologia, paesaggio, presenza umana e memoria storica.
Molti dei territori che sto osservando condividono condizioni particolari: insularità, isolamento, vulcanismo, aridità, altitudini importanti e una forte marginalità geografica.
Condizioni che, paradossalmente, hanno spesso contribuito a preservare patrimoni vegetali straordinari.
L’isolamento, in alcuni casi, è diventato una forma di protezione.
Le vigne più antiche che ho incontrato sembrano sculture viventi.
Non seguono una direzione imposta, ma una direzione naturale.
Si sviluppano secondo la propria specificità, nel continuo dialogo con il paesaggio e con la presenza dell’uomo.
In questi luoghi, l’arte diventa natura e la natura diventa arte.
Il Progetto Radici nasce per raccontare questa continuità.
Per osservare quei territori in cui il passato continua ancora a dialogare con il presente.
E per comprendere come il patrimonio genetico custodito da queste vigne possa rappresentare anche una risorsa per il futuro.
L’Italia stessa conserva straordinarie testimonianze di questa storia: l’Etna, il Vesuvio, la Sardegna, la Valle d’Aosta e altri territori entreranno naturalmente a far parte di questo percorso.
Perché il progetto non nasce per celebrare il passato.
Nasce dal desiderio di comprendere che cosa queste vigne, questi paesaggi e queste memorie possano ancora insegnarci.
La storia della vite, così come quella del Mediterraneo, non è mai stata lineare.
La vite appare, scompare e poi riemerge.
Ed è forse proprio seguendo queste riapparizioni che possiamo comprendere qualcosa in più dei luoghi, delle persone e del tempo lungo che continua a scorrere sotto i nostri passi.
Radici continuerà a Creta, a Santorini e in altri territori del Mediterraneo, documentando le vigne a piede franco e le comunità che le custodiscono.
È un progetto di ricerca indipendente, costruito sul campo, passo dopo passo.
Se riconosci valore in questo lavoro, puoi contribuire a renderne possibile la continuità.
Un progetto editoriale di Antenna-Vino
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Agnes Futa
Antenna-Vino
Il vino come atto culturale
Radici – Viaggio tra le vigne sopravvissute del Mediterraneo


