e la forza dei suoi vini

di Agnes Futa

22 marzo 2023

Le tre etichette prodotte – annata in degustazione 2020

La vecchia gallina fa il buon brodo, come le vecchie vigne per analogia fanno il buon vino.

Sono stata da sempre affascinata dalle piante di vite di una certa età, i vini che si ottengono possono essere bevuti sia da giovani che invecchiati, personalmente preferisco i secondi con una maggiore complessità gusto-olfattiva – una storia più ricca da raccontare, ma i primi al in vantaggio di essere goduti fin da subito.

Oggi mi riferisco in particolare alle uve a bacca bianca di Bellone e Ottonese (vigneti di 1949)coltivate non lontano a Roma nei pressi di Olevano Romano da Alessandro Luciani, un ragazzo di ventisette anni risoluto e con le idee valide, che dall’anno 2015 decide di affiancare il suo nonno Renato nell’azienda di famiglia denominata Cantine Il Moro.

Come di consueto quando un vino per la sua bontà intrinseca mi colpisce e attira la mia attenzione, e in più scopro che proviene da una zona non particolarmente acclamata per il discorso di fama e marketing, la cosa si fa ancora più intrigante, in quel momento si realizza che i vini con una forte impronta identitaria, bella personalità, proiettati nel tempo, dai prezzi ragionevoli e soprattutto bevibili (da tutti)sono figli di terre meravigliose ,che costituiscono un valore aggiunto all’intero comparto vinicolo italiano.

Il primo anno di produzione risale al 2017, prima, come avveniva nelle numerose realtà viticole le uve venivano conferite alle cooperative e aziende più grandi, quindi da sei anni che Alessandro si occupa a tempo pieno di tutti gli aspetti che riguardano la produzione dei vini (ad oggi sono circa 5000 bottiglie), compreso quello agronomico. In cantina lavoro è piuttosto schematico ma non per questo banale, si utilizzano le vasche in cemento (ultimamente di ritorno in Italia), effettuando i numerosi rimescolamenti con le fecce fini e la successiva permanenza su di esse per circa nove mesi in base all’annata, i vini non sono affinati in legni. Si dedica anche quasi un’anno all’affinamento in bottiglia, che va sempre bene, la cosa che consiglio sempre per chi deve approcciarsi al consumo del vino è proprio quello di attendere, dare il tempo al tempo.

La scelta di non fare l’uso di legno testimonia il fatto che si vogliano lasciare inalterate le caratteristiche del vitigno, così i bianchi si presentato con i sentori diretti nel gergo chiamati franchi, sta per significare puliti e nitidi, ma ad oggi quello che colpisce maggiormente è la parte gustativa rappresentata da una struttura significativa, un vino di corpo con la parte olfattiva ancora a divenire, ma già di un profilo olfattivo di estrema qualità. C’è la materia prima che richiede il tempo per esprimersi in modo più ampio e di conseguenza particolareggiato, ma ciò non toglie nulla di gustarli oggi, parlo dell’annata 2020 relativamente giovane, ma come dicevo all’inizio una vigna vecchia è in grado di essere apprezzata anche nella versione giovane.

Le Cantine il Moro oltre a produrre due bianchi stupendi: Eughen ottenuto di Bellone in purezza e Pèntima fatto di un blend di Ottonese 90% e Bellone 10%, produce anche un rosso interessante di Cesanese d’Afille di nome René originato da una vigna di circa vent’anni ed allevata ad alberello alto che rispetto alle vigne dei bianchi di settant’anni risulta davvero giovane, tuttavia il rosso si presenta nella forma molto audace, ho apprezzato il suo proporsi nel bicchiere in modo schietto e disinvolto, un bel vino da comunicazione.

Alessandro Luciani ha tutti i presupposti per affermarsi sul mercato con le sue tre etichette prodotte, oltre alla bontà dei vini e la qualità che deriva dalla somma delle sue scelte intelligenti, il lavoro fatto bene e naturalmente le vigne che consentono di ottenere dei vini interessanti da tutti i punti di vista, non per l’ultimo i prezzi ragionevoli che consentono a molti di avvicinarsi alle nuove realtà ecc. Non trascurabile l’aspetto artistico delle etichette, che dona una particolare eleganza alle bottiglie di cui l’autore è il fratello di Alessandro – Gabriele Luciani.

Etichette prodotte:

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