Pubblicato 22 marzo 2024
Riesling è uno dei più longevi vitigni a bacca bianca nel mondo, grazie alla particolare conformazione del suolo e a un residuo di zuccheri naturali: i vini possono evolvere per decenni. Questa ristretta tipologia testimonia il contrario di quello che si crede, cioè che un vino bianco debba essere bevuto giovane. Nulla di tutto ciò può essere dimenticato in cantina e tranquillamente migliorarsi, in alcuni casi superando l’età dei famigerati rossi.

Siamo nel comune di Mittelrhein tra Bingen e Coblenza nella regione della Renania-Palatinato. Questa parte della Germania è particolarmente pittoresca, con una stretta gola scavata dal fiume Reno che rende spigliato lo scenario; è lì che dimorano le vigne di Melanie Kneip, una donna che ha voluto scommettere su quella terra con dedizione e caparbietà. Una viticultura che possiamo definire eroica – le pendenze sono importanti, ci sono parecchi angoli da smussare, il suolo è duro e nello stesso tempo friabile, dove con prudenza si poggiano i piedi nel segno della complessiva rispettabilità ambientale. Il Riesling è un stretto testimone della sua nativa dimora – affonda in profondità le radici per trarre i microelementi e nello stesso tempo difendersi dal freddo continentale.
I blocchi di ardesia sotto forma di scisto bluastro e sabbie bianche di natura vulcanica rappresentano il DNA di queste ripide colline – qui si genera la futura fisionomia del vino. Da qua inizia un’esistenza che ogni anno aprirà un capitolo nuovo, costruendo storie su storie – un memoriale di singole vendemmie, ognuna diversa dall’altra che troveremo nei centinaia di calici sparsi per il mondo. Il vino è un’autentico portatore dell’identità territoriale, i riflessi in esso contenuti tradiscono la natura rocciosa, i profumi riportano alla pianta generatrice, ed infine, l’evoluzione, che racchiude l’essenza dei entrambi – diventerà una vera ambasciatrice di quel terroir.
In Italia, ancora oggi, nella cultura generale delle persone manca lo spazio per il Riesling. La paura verso i vini provenienti dall’estero è piuttosto diffusa. L’ignoranza, seguita ahimè dalla profusa diffidenza, è una delle maggiori cause di chiusura che si possono riscontrare nell’ambito della conoscenza enoica. Basterebbe così poco per comprendere che il vino è una materia viva e, evolvendo, migliora la propria condizione, suscitando nelle persone emozioni profonde. Riconoscere la qualità non è sempre facile, richiede del tempo e la fiducia verso lo sconosciuto. I numerosi assaggi avvalorati dall’esplorazione personale del dato territorio e con l’aiuto dei professionisti del settore consentiranno di sviluppare una presa di coscienza adeguata. I vini da Riesling occupano, per la loro appunto capacità evolutiva, le alte quote nelle classifiche mondiali. Alcune tipologie sono un consueto acquisto da parte dei collezionisti e degli appassionati. Essendo per natura vini altamente gastronomici, il loro posto nei ristoranti di qualità è assicurato. Gli abbinamenti con il cibo rappresentano, per ogni cultore di vino, un’azione di estrema attenzione e piacere; nel caso del Riesling, un’inizio segnato dai crostacei crudi per stemperare la sensazione grassa, apportando un tocco esotico per valorizzare le note di entrambi, può risultare una buona soluzione. Nondimeno, per quanto riguarda le preparazioni più complesse, vedo ottimamente il suo completarsi accanto a vol au vent di saint jacques e la besciamella allo zafferano.

Steeger St. Jost Riesling 2014
Dal riflesso solare e lucente di oro giallo alla consistenza che segna il bicchiere con i fitti archetti. Una presentazione di classe alla visiva è un preludio agli aromi di vivida presenza, contraddistinti tra la frutta matura e qualche guizzo di note più verdi e acerbe. Fieno, fiori di campo, qualche ricordo esotico – curcuma, zenzero, erbe aromatiche con salvia in primis. Al gusto si dispiega con prontezza ed energia, progressivo, salino, armonico. Nella fase evolutiva ancora da sviluppare, bellissimo sostegno della struttura con l’alcol e la freschezza intrecciati magistralmente. Un vino da tenere stretto ancora per qualche anno, da aprire con lungimiranza per chi lo andrà a consumare.
-A.F.



