AMPELOS | Rodi, il valore che costa ancora poco

Vecchie vigne di Athiri, piede franco e una strategia che porta Skevofilax oltre Kos
Una delle cose che mi ha colpito maggiormente parlando con Sakelaris Skevofilax a Kos non riguarda direttamente una bottiglia.
Riguarda l’uva.
Più precisamente, la possibilità di acquistare a Rodi uve provenienti da vecchie vigne a piede franco, prefillosseriche, a costi che rimangono relativamente accessibili.
È un dettaglio solo in apparenza.
In molte zone viticole europee una vigna molto vecchia, e ancora di più una vigna sopravvissuta alla fillossera, è ormai diventata un bene raro. Il valore simbolico cresce, quello fondiario cresce, il prezzo delle uve quasi sempre segue.
A Rodi esistono ancora situazioni nelle quali questo patrimonio vegetale non è stato completamente trasformato in un bene di lusso.
È qui che nasce il paradosso.
Materiale viticolo raro, storicamente importante, capace di raccontare una parte profonda della viticoltura dell’Egeo, può ancora entrare in cantina con un investimento sostenibile.
Non senza lavoro.
Non senza logistica.
Ma con costi ancora possibili.
Ed è precisamente in questo spazio che Skevofilax sta costruendo una parte molto interessante della propria strategia.
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