La dolcezza del frutto nero si fonde con una gioiosa magistralità delle bollicine tenui, già educate al tempo. Il sorso brioso e spensierato nell’insieme delle sensazioni si magnetizza nel carattere della delicatezza naturale del mirtillo. Affiora un quadro dalle forme cromatiche, finemente frastagliate – ben rappresentato dall’ultima creazione di KK che nell’esposizione baldanzosa promuove la scena bucolica – Della pineta gialla. Il Crémant di solo Chardonnay da stappare con le chiacchiere giuste.

La raffinatezza di un’abbinamento sta nell’arte di comporre il mosaico con destrezza e lungimiranza. Il frutto richiama il frutto con un effetto finale di strabiliante connessione. Per iniziare un pranzo oppure per concluderlo, affiancamento così concepito si è rilevato alquanto originale. Più volte nel passato, un po’ più intensamente negli ultimi tempi, accostare la frutta e alcuni ortaggi è stato alquanto curioso e divertente. Una pausa leggera, fine ed elegante nella sua proposta, contempla la flûte fine anni ’70 che ne valorizza intelligentemente il contenuto. Oramai condannata ad un miserabile destino, la povera forma allungata del bicchiere è stata ampiamente sostituita dai calici più ampi che più delle volte rendono anonimo il contenuto effervescente.
Il Crémant de Bourgogne è stato prodotto per la prima volta nel 2009 quando Alexandre ha acquistato il comando dell’azienda Alain Maurice Gavignet, ad oggi arrivata alla quarta generazione. Una versione Extra Brut che si propone nel Millesimato 2017, e vede nello Chardonnay di Nuits-Saint-Georges la sua schietta realizzazione, sorprende per la sua bontà intrinseca. La produzione ha raggiunto livelli qualitativi elevati grazie alla decisa professionalità del viticoltore, portando i vini e la bollicina stessa ad essere sempre più ricercati da persone qualificate, inclusi molti giovani dalle culture diverse, attratti dal gusto inconfondibile del terroir di provenienza
A.F. –
Non sprecare il tuo tempo prezioso a non saper bere bene.



