
Il messaggio ai Giovani
Tanti Italiani, ma soprattutto gli stranieri, vengono a visitare le più storiche cantine di Marsala in provincia di Trapani nella Sicilia Occidentale – la Florio. Esordisco con questo numero significativo di presenze e non con la classica data della fondazione, il dato che nella maggior parte dei casi introduce nella fisionomia di un contesto. Il presente, rappresentato dalla solidità concreta, che nel visitatore e consumatore finale vede il suo compimento, è alla base della progettazione futura. Ma ad oggi non è sufficiente per comprendere appieno lo spirito del Vino Marsala – spiega l’enologo Tommaso Maggio nell’ambito di una mia visita del 24 aprile a.c., “la strada da percorrere è lunga e in salita; le persone, ma anche soprattutto i giovani, devono imparare a riconoscere il valore culturale del Marsala”

Tanto tempo fa
La Florio nasce per volontà di Vincenzo Florio originario di Bagnara Calabra che a soli 34 anni intraprende il business del vino liquoroso più famoso del momento, finora totalmente nelle mani degli Inglesi. Infatti grazie a quest’ultimi Il Marsala acquisisce di notorietà, gli Inglesi sfruttano intelligentemente la non possibilità di attracco delle navi battenti la bandiera britannica nei porti di domini francesi a seguito del Blocco Continentale emanato nel 1806 da Napoleone. La Sicilia essendo uno dei porti franchi favorì consolidamento del Marsala privilegiando il suo posizionamento commerciale in Europa, il trio dei vini fortificati costituito dal Porto, il Madeira e lo Jerez, finora più noto, indubbiamente, per ragioni ovvie rimane vittima della politica di embargo napoleonica. I fatti che si susseguono rispecchiano le peculiarità dei decenni da una grande espansione imprenditoriale e prosperità come causa effetto delle azioni intraprese dal lungimirante fondatore Vincenzo Florio alle peripezie delle generazioni successive delle gestioni non propriamente felici nonché prive di quel l’acutezza così affine al perspicace uomo di affari come lo era Vincenzo Florio.

L’unione fa forza
Nel 1998 – La Florio viene interamente acquistata dalla multinazionale italiana ILLVA Saronno S.p.A. controllata dalla famiglia Reina e fa parte del gruppo Duca di Salaparuta che riunisce tre brand storici: Corvo e Duca di Salaparuta nati nel 1824 e Florio appunto, nata nove anni dopo. Si tratta del primo Gruppo vitivinicolo privato dell’Isola che attraverso le tenute e le cantine ma soprattutto i vini, racconta il passato nella chiave moderna di innovazione e rispetto ambientale. Dal punta di vista logistico e commerciale per la Florio, l”appartenenza al gruppo si presenta come una valida opportunità, usufruire dei canali di vendita già consolidati negli anni può dar una man forte al posizionamento del Marsala Vergine e/o Riserve prima di tutto sul mercato nazionale, che ancora ad oggi risente il peso del gap culturale circa il suo consumo, oscurato ahimè dalla versione all’ovo – il lascito del largo consumo di un prodotto distante mille anni luce dall’autentico carattere di un vino che può invecchiare per decenni, migliorandone le peculiarità.
Marsala all’uovo è quello più conosciuto?
Marsala all’uovo è quello più conosciuto da grande pubblico, è diametralmente diverso per le generazioni dei Millennials che nelle loro consuetudini del consumo tendono ad orientarsi verso le bevande alcoliche che non contemplano il vino. Adombramento che ha provocato il famigerato liquore, fedele compagno di ogni rispettabile massaia del Belpaese sulle tipologie più pregiate di Marsala, echeggia ancora ad oggi nel sapere comune, tante persone associano tuttora il Marsala a quello all’ovo! Da Florio questa cosa è chiara, si cerca, con sempre più dedizione attraverso gli incontri di degustazione a far conoscere la natura di questo trasversale vino proponendo gli abbinamenti apparentemente inusuali, validi invece per quanto concerne l’equilibrio delle componenti che tale azione richiede.

Geografia delle Cantine idem etichetta errante
Tommaso Maggio come tanti altri bravi in gamba che durante il periodo di Covid hanno messo in piedi le idee vincenti, decide di sfruttare il tempo a sua disposizione. Gli venne un’ispirazione grandiosa che nel futuro prenderà il nome di Geografia delle Cantine ossia la geografia di affinamento idem New Geography e le sue «etichette narranti». Di che cosa si tratta di preciso? Conta i passi dall’apice della cantina fino al mare, generando vere e proprie coordinate geografiche, un dato che sarà riportato in etichetta errante sotto voce – radici 121 metri dal mare – come avviene per Il Marsala Vergine Riserva 2010. Tommaso ha a disposizione decine di centinaia di fusti di rovere colmi di vini in affinamento, dislocati nella quattro navate dai soffitti alti e i suoli in tufo a ridosso del mare. Gli ambienti sono differenti per umidità e temperatura, avvicinandosi al mare la temperatura diminuisce mentre l’umidità aumenta, apportando i sentori salmastri ai futuri vini, saranno le alghe e la salsedine a comunicare il respiro del mare che per natura delle cose entrerà nel Dna dei Marsala qui elevati. Al contrario, andando nella direzione opposta della cantina la temperatura aumenta, contribuendo alla maggiore formazione dei sentori terziari; le condizioni che si trovano al centro oppure nella navata destra o quella di sinistra, cambieranno ulteriormente in base appunto alle distanze, altezze ecc. Il buon enologo non si ferma qui, vuole essere ancora più preciso e dettagliato, decide infine di riportare in etichetta un altro dato fondamentale – Angel’s Share – cioè quella parte del vino che evapora naturalmente durante il periodo di affinamento che per Il Marsala Vergine Riserva 2010 si attesta al 20%. Di certo è un dato non trascurabile, considerando la mole di centinaia di ettolitri stivati dalla Florio.

Diffondere la cultura
Per diffondere la cultura servono le iniziative che hanno come obbiettivo la trasmissione della conoscenza. Con la maggior consapevolezza, si acquisisce quella sicurezza che consente di scegliere un vino al ristorante, effettuare gli acquisti facendo perché no degli investimenti mirati. Il Marsala ci consente di fare tutto ciò, la sua poliedricità negli abbinamenti lo rende un vino universale, inoltre la sua capacità evoluiva gli apporta un fascino senza tempo, equivalente alla sua lunga e particolareggiata storia. E poi c’è la Sicilia, che è la sua patria, culla di culture millenarie, terra generosa – l’unica isola nel mediteranno con il più vasto addensamento della biodiversità. L’uva, il mare, la tradizione, il saper fare e preservare – ecco gli ingredienti del vino che ha conosciuto il modo. L’occasione di avvicinarsi, di sapere ancora di più si presenta nella domenica 26 maggio nell’ambito dell’iniziativa al livello nazionale – Cantine Aperte – un’incontro all’insegna della qualità comunicativa con una fitta scaletta di incontri specifici, volti ad aprire la mente al Mondo Marsala – un pezzo della storia Italiana – il vanto di molti.
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