Elladico. Quando un vino sa di Grecia

Ho sentito qualcosa che non avevo mai sentito prima. Non la frutta rossa, non il legno, non le spezie.
Ho sentito Ellada.
Un sentore profondo, asciutto, caldo e interno.
Di pietra scaldata dal sole, di cipresso, di terra arida.
Di colline mediterranee lontane dal mare, attraversate dal vento, dalla polvere che si alza, dai flussi invisibili che legano il paesaggio.
Il Vertzami di Marcogianni non profuma di “macchia mediterranea” nel senso più comune del termine.
È Mediterraneo d’entroterra.
Qui convivono olivi, vigne, fioriture spontanee.
Api, polline, aria calda in movimento.
C’è un sentore lieve di oliva, di acqua d’oliva, una traccia animale di cuoio, di pecora che passa.
Non sono evocazioni: sono fatti. Sono luoghi.
Mi viene naturale usare una parola che sto iniziando a praticare: elladico.
Un carattere che non si riduce a un aroma, ma a una costellazione di sensazioni.
Come “minerale”, come “vinoso”, come “persistente”.
Per comprenderlo davvero non basta bere questi vini.
Bisogna attraversare quei luoghi.
Perché le stesse sensazioni che emergono dal bicchiere si ritrovano nell’aria, nella luce, nella terra.
Questa è biodiversità reale.
Questa è vitidiversità.
Questo è il Mediterraneo che vale la pena raccontare.
Scheda Essenziale
Vitigno: Vertzami 100% (autoctono a bacca rossa)
Vigneti: Skillountia & Greka, area di Olimpia – Comune di Andritsena-Krestenon (Ilia)
Età delle vigne: 15 anni
Suolo: argilloso-limoso
Vinificazione e affinamento:
Fermentazione tradizionale in rosso in vasca aperta (25–27 °C) con pigeage per 8 giorni.
Fermentazione malolattica svolta.
Lungo affinamento sui lieviti fini.
24 mesi in barrique di rovere francese.
Imbottigliato non filtrato.
Alcol: 14,5% vol
Acidità: 7 g/L
pH: 3,50
Zuccheri residui: 2,6 g/L



