inerente al viaggio di novembre 2022

Distese, colori, contrasti – la natura in Sudafrica è forte e dominante, governa lei, decide lei sul giorno che nasce. Le persone sembrano lontane, quasi inesistenti – piccole ombre sulla pagina di un libro – la natura è schiacciante, non tiene conto dell’uomo. Lì, gli animali costituiscono una realtà concreta, la vita tiene conto di due elementi – la natura e gli animali – in fondo della via ci siamo noi – gli esseri umani.

Ho visitato il Sudafrica per la prima volta nel dicembre del 2019, e nel novembre 2022 ci ho messo nuovamente il piede. Il mio coinvolgimento durante queste due visite è stato profondo e consapevole, ma il secondo viaggio è stato caratterizzato da una maggiore maturità e comprensione delle realtà sociali locali.

Durante i tre anni trascorsi tra la prima e la seconda visita, ho avuto l’opportunità di approfondire la mia visione del Sudafrica e delle sue molteplici sfaccettature. Uno degli aspetti che mi ha particolarmente colpito è stato l’incontro con le aziende vinicole di questa regione affascinante. Mi sono dedicata a esplorare e conoscere il mondo dietro la produzione di vini sudafricani di altissima qualità.

Le aziende vinicole che ho visitato hanno occupato circa un terzo del mio tempo nel corso del viaggio. Ho avuto l’opportunità di immergermi nella cultura vitivinicola sudafricana relativamente giovane e alquanto europeizzata. Un aspetto che mi ha affascinato è stata la passione e l’impegno che i proprietari e gli enologi hanno mostrato nella produzione dei loro vini. Ho avuto l’occasione di vedere da vicino il lavoro che si cela dietro ogni bottiglia e di apprezzare l’attenzione ai dettagli e alla qualità che caratterizza l’intero processo di produzione.

Uva Mira Mountain Vineyards – Stellenbosch

Nel corso delle mie visite, ho avuto l’opportunità di degustare una grande varietà di vini. Ogni sorso era un’esperienza unica, con i sapori e gli aromi che raccontavano la storia del terroir sudafricano. Dalla freschezza dei Cap Classic – bollicine dal metodo classico e, i vini bianchi ai rossi corposi e strutturati, ho potuto apprezzare la diversità e la qualità dei prodotti delle diverse cantine.

La vicinanza fisica ha consentito di apprezzare con più consapevolezza le diverse peculiarità facendole diventare più famigliari, la mia convinzione che i vini degustati in luogo di origine sono più performanti, si è consolidata maggiormente all’interno di questo tour. Comprendere al meglio l’importanza del settore vitivinicolo per l’economia e la cultura del Sudafrica è stato fondamentale. Ho avuto modo di vedere il ruolo che le cantine ricoprono nell’occupazione locale e nel turismo enogastronomico, contribuendo a promuovere le ricchezze naturali e culturali di questa terra.

Il Sudafrica è un vasto paese che si estende su 1.220.000 km², con una popolazione di circa 60 milioni di persone che parlano 11 lingue ufficiali, senza contare la varietà di dialetti. Tuttavia, nella società sudafricana odierna, si praticano principalmente due lingue: l’afrikaans, una lingua derivata dall’olandese, e l’inglese. Le differenze linguistiche sono un aspetto importante da considerare in una società complessa come quella del Sudafrica. Le classi sociali più agiate si trovano principalmente tra coloro che parlano queste due lingue principali, mentre si possono riscontrare differenze nette anche tra persone che vivono in aree geograficamente vicine.

Nature’s Valley (R 102)

La biodiversità è la parola d’ordine caratterizzata dai climi ed ecosistemi significativamente differenti. I paesaggi sono di una bellezza struggente, quello che colpisce maggiormente però sono “i quadri naturalistici contrapposti”. Spostandosi in auto all’est, il sud e l’ovest, quindi secondo il nostro itinerario da Johannesburg lungo la sponda orientale passando per Kruger verso St. Lucia, lungo la costa discendente al sud via Durban, Port Elizabeth senza farsi mancare i posti incontrati sul tragitto, ed infine proseguendo nei pressi di Stanford alla Walker Bay Estate (la prima azienda visitata). Ci si rende davvero conto come mutano i paesaggi in una continua successione, sembrerebbe ahimè di trovarsi all’interno di un caleidoscopio di un set cinematografico.

Dopo una sosta volutamente architettata a Hermanus -l’immancabile per la sua accezione naturalistica fatta di scorci frastagliati della costa oceanica, l’itinerario diverrà alquanto vitivinicolo. Si passa dalla Valle di Elgin direzione Stellenbosch (l’aera più importante delle Weinlands con l’Università di ricerca fondata nel1918), Franschhoek, Paarl, Wellington e, Swartland - destinazione finale ,ad oggi zona con più fermento giovanile.

Port St. Johns – una località sulla Wild Coast, nella provincia del Capo Orientale

La seconda visita nel Sudafrica è stata un’esperienza arricchente e coinvolgente, con un focus particolare sulle aziende vinicole. Col passare del tempo, ho approfondito la mia conoscenza di questo affascinante Paese e ho sviluppato un’apprezzamento ancora maggiore per la sua cultura antropologica e vitivinicola uniche al mondo. Mi sono resa infine conto di un’aspetto importantissimo per quanto riguarda il denso tessuto sudafricano, impregnato di sfumature distinte, contrasti accesi, come gli abissi abnormi – le peculiarità che vanno a designare un’equilibrio assai fragile, che per la sua necessaria sopravvivenza necessita di attenzioni continue – talvolta difficili da applicare.

Continua……)

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Fermare il pensiero sulla carta è come edificare le fondamenta del sapere comune.
Agnes Futa
Vecchia vite di Liatiko a piede franco nel vigneto della famiglia Zoumberakis, a Kali Sykia (Rethymno, Creta). Tra rocce, scisto e forti pendenze, la pianta continua a raccontare il profondo legame tra ambiente e viticoltura mediterranea. Foto © Agnes Futa – Antenna-Vino.

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