PUBBLICATO 20 – 05 -2025
20 maggio – giornata mondiale delle api
In concomitanza con la giornata mondiale delle api, esce un articolo su Castello De Aulée che, nella sua politica aziendale, ha aderito all’Associazione – Be Friendly – Je Protège les Abeilles; nata nel 2012 con il chiaro obiettivo di contrastare al meglio il declino delle api nell’agricoltura. Nel sapere comune di un consumatore medio mancano relativamente diverse nozioni riguardanti il processo trasformativo dei prodotti di largo consumo, di cui il vino fa attivamente parte. Dove si origina e in quali condizioni ambientali, nella maggior parte dei casi, non viene preso in considerazione; spesso per ragioni di pigrizia intellettuale, quasi sempre per mancanza di attenzione da parte del pubblico e una voluta focalizzazione da parte dei produttori sul prodotto finale. In altre parole, una diffusa disinformazione che viene costantemente alimentata dalla conclamata omertà di chi tiene le mani in pasta. Dato che il vino si genera tutt’oggi in vigna, quindi presumibilmente in mezzo alla natura in un contesto dell’ecosistema di sensibili equilibri, la cura e l’attenzione destinate al determinato ambiente richiedono tempo e impegno, nel caso si voglia procedere in linea con un’agricoltura rispettosa degli impollinatori, contribuendo allo sviluppo di aree agricole idonee ad ospitare e mantenere in buona salute le popolazioni di insetti impollinatori, essenziali per l’equilibrio degli ecosistemi.
Tale consapevolezza traspare dal codice etico dell’intera filiera produttiva adottata da Castello De l’Aulée. Posizionato in una delle aree più suggestive della Francia – la Valle della Loira – in un piccolo comune di Azay-le-Rideau, che ospita tra l’altro un celebre castello rinascimentale dallo stesso nome, costruito all’inizio del Cinquecento da Gilles Berthelot e Philippa Lesbahy; De l’Aulée è un fervente produttore di Crémant de Loire di grande finezza, prodotto secondo il metodo tradizionale; l’AOC riconosciuta nel 1975 che si estende su una superficie di gran parte della Valle della Loira (Anjou, Touraine e Saumur). Marielle Henrion, l’attuale proprietaria e l’enologa della Champagne formatasi nelle grandi maison, dal 2004 assieme ad Arnaud Henrion e al suo team si dedicano con passione e lungimiranza alla coltivazione di quattro vitigni, di cui l’assoluto protagonista è Chenin Blanc. Dislocate sapientemente su 32 ettari di terreni, le uve godono delle condizioni in rapporto alle loro peculiarità, e mentre per lo Chenin i terreni argilloso-silicei caratteristici delle sponde del fiume Indre sembrano essere concepiti a perfezione, donando un suolo leggero e ben drenato, per il Cabernet Franc collocato nel corso della Loira all’interno della AOC Chinon, il mescolamento tra la ghiaia, la sabbia e l’argilla crea un terroir ideale per la produzione di questo rosso storico dai tratti fini e sottile freschezza.

AOP Touraine Azay-le-Rideau
La principale caratteristica della denominazione è soprattutto quella di generare vini dotati di grande equilibrio e finezza. Situata nel cuore della Valle della Loira, la AOP Touraine Azay-le-Rideau si estende su 50 ettari tra l’Indre e la Loira, e nel territorio del Ridellois e più precisamente a Cheillé, dove si trovano le tracce più antiche di questa cultura. In questo villaggio, sul sito della Grande Marion, nel 1946 è stata scoperta una struttura interpretata come un torchio per la frutta, a testimonianza della presenza di un’attività vitivinicola fin dal II secolo. Il vigneto AOP Touraine Azay-le-Rideau si trova nel Parco naturale regionale Loire-Anjou-Touraine. Tra le valli della Loira e dell’Indre, il vigneto di colline e pianure di ghiaia e sabbia si estende su otto comuni dell’Indre-et-Loire: Artannes-sur-Indre, Azay-le-Rideau, Cheillé, Lignières-de-Touraine, Rivarennes, Saché, Thilouze e Vallères. I vigneti sono situati principalmente sui pendii dell’Indre. Il territorio poggia su una base calcarea formatasi 90 milioni di anni fa. Questo sottosuolo tipico della Touraine, chiamato Tuffeau, permette una buona regolazione dell’apporto di acqua e minerali, favorendo così l’equilibrio della vite. Su questa base troviamo tre tipi principali di terreno: suoli argillosi in cui si incontrano conglomerati silicei, terreni argilloso-calcarei caldi e drenanti, nonché sabbie eoliche (dune) con la presenza di terreni sabbiosi più o meno argillosi. La maggior parte delle tenute AOP Touraine Azay-le-Rideau sono biologiche o in fase di conversione all’agricoltura biologica. Questi viticoltori si impegnano a promuovere la biodiversità e gli ecosistemi (ad esempio: installando alveari nei vigneti di Château De l’Aulée), cosa che consente loro di distinguersi, adattandosi ai cambiamenti climatici e soddisfacendo le aspettative dei consumatori. I vigneti poggiano su un basamento calcareo chiamato Tuffeau, che consente una buona regolazione dell’apporto idrico e minerale e favorisce l’equilibrio della vite. Contribuisce inoltre alla perfetta maturazione delle uve, garantendo la massima ottimizzazione del calore solare. Questa, infatti, viene immagazzinata dal terreno durante il giorno e restituita alla vite durante la notte. Una situazione analoga si trova nel territorio dello Champagne, dove l’imponente falda gessosa (200 m) ricca di microrganismi marini come la belemnite, riesce a immagazzinare l’acqua e il calore, rilasciandoli gradualmente nelle condizioni necessarie richieste dalle vite. Situati al crocevia delle influenze oceaniche e continentali, i vigneti beneficiano di un microclima favorevole che consente alle uve, e in particolare alla tipologia Chenin, di rivelare le loro diverse sfaccettature. Quando le condizioni meteorologiche sono ottimali, lo sviluppo della muffa nobile offre ai viticoltori l’opportunità di produrre vini dolci eccezionali. La denominazione conta otto aziende vinicole e produce circa 1,2 mila hl all’anno.
La gamma dei vini di Château De l’Aulée si caratterizza per una vasta scelta di Crémant de Loire (ben 7 tipologie e comunque in base alle condizioni dell’annata) nella versione bianca e rosata, brut e brut nature. I vigneti impegnati nella produzione degli spumanti si aggirano tra i 22 e i 35 anni di età, la raccolta delle uve è manuale, l’utilizzo di lieviti selezionati e la permanenza sugli stessi da 18 a 36 mesi in base alla tipologia. L’utilizzo di quattro tipologie di uve, prevalentemente Chenin e Cabernet Franc per il Parenthèse Brut, Chenin e Chardonnay per Intense Blanc Brut, Grolleau e Cabernet Franc per il Intense Rosé Brut, Chenin 100% per il Crémant Brut Classic, Chenin 100% per il Crémant Brut Zero, Chenin e Cabernet Franc per il Crémant L, Cabernet Franc per il Crémant Rosé. Per quanto riguarda i vini fermi, mi preme menzionare Vieilles Vignes Blanc 2022 da uve Chenin (vigneto +50 anni) posizionato sul suolo argilla/silex dell’Indre. La fermentazione in barrique dona a questo bianco leggiadro e pieno di risorse future una ricchezza che in questo momento, data l’età giovanile del vino, stenta a esprimersi nella struttura; tutto fisiologico, lo Chenin si rivela con maestosità riportando ogni volta alla potenzialità che questo vitigno è in grado di dimostrare, specialmente in età matura. Tuttavia, la 2022 è stata largamente apprezzata; la spensieratezza della beva, data soprattutto da un magistrale equilibrio, accomuna tutti i vini prodotti. Degno di nota è il suo corrispondente in veste rossa, Vieilles Vignes Cabernet Franc, anche esso in annata 2022, figlio di un vigneto superato mezzo secolo di età; si eleva per il periodo di 8-10 mesi in barrique per esaltare maggiormente quel carattere un po’ spigoloso che i Cabernet Franc tendono ad assumere all’inizio del loro percorso evolutivo. Un rosso di gran razza, dotato di note raffinate ed eleganti, sviluppa un registro olfattivo sulla parte effimera del suo corpo fisico, ancora mancante di profondità, ancora teso dalla gioventù sfrenata; accattivanti le note alquanto selvatiche con i ricordi di bacche rosse e dai tratti aspri e pungenti. Non di meno, è sembrato Le Tendre 2022, un particolareggiato bianco dai vaghi ricordi che riconducono nelle vesti di un rosato raffinato, ottenuto da Pineau de la Loire, l’equivalente dello Chenin, offre un naso fine e il sorso contemplato nelle discrete complessità fruttate, di medio corpo, è adattissimo alle bevute spensierate, inclusi i fine pasto e accostamenti al foie gras, nonché le preparazioni con della frutta.

Dal 2022 Castello De l’Aulée appone sulle etichette dei vini il marchio Be Friendly; dopo aver installato (2019) dieci alveari con l’aiuto del loro partner apicoltore Mickaël Préteseille, è anche un ottimo produttore di miele di qualità.
È interessante notare un’informazione inusuale riportata in controetichetta degli spumanti circa il tempo ottimale per il loro consumo, che si aggira attorno ai tre anni. Apprezzo l’indicazione e mi permetto di contraddire questo lasso di tempo che, a mio avviso, è troppo breve per il potenziale duraturo di questi vini, i quali possono offrire esperienze sensoriali straordinarie se lasciati affinare ulteriormente. Molti di questi spumanti, infatti, possono sviluppare una complessità e una profondità di sapori uniche che si rivelano solo con un invecchiamento prolungato. Inoltre, è importante considerare che ogni vino è un prodotto della terra e del clima in cui è stato creato, e naturali variazioni possono influire sul suo profilo aromatico nel tempo. In ogni caso, le nozioni dettagliate testimoniano un’attenzione rispettosa verso il consumatore, indicando appunto i consigli di massima, ma sarebbe interessante vedere un riconoscimento anche del potenziale di invecchiamento di questi straordinari vini.






La Giornata mondiale delle api è stata istituita solo da pochi anni con un chiaro obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale riguardo all’importanza degli impollinatori e al ruolo che rivestono nell’ambito dello sviluppo sostenibile. Questo evento rappresenta un’opportunità fondamentale per educare le persone sull’essenziale contributo delle api e di altri impollinatori nel mantenimento dell’equilibrio degli ecosistemi e nella produzione alimentare. Infatti, si stima che una grande parte delle coltivazioni sia dipendente dall’attività di queste creature, evidenziando così il legame indissolubile tra biodiversità, agricoltura e benessere umano. Attraverso eventi, campagne e programmi educativi, si mira a promuovere azioni concrete che possano proteggere questi importanti insetti e, di conseguenza, garantire un futuro più sostenibile per le generazioni a venire. Una consapevolezza da parte dei viticoltori corrisponde alla maggiore salubrità del prodotto finale, evitando l’impiego di concimi, pesticidi e altri preparati di sintesi che vanno a nuocere all’intero sistema di impollinazione, ledendo irreversibilmente l’ecosistema che altrimenti potrebbe rappresentare un risorsa per gli anni a venire. Ottenere la qualità alimentare rispettando lo stato naturale delle cose è diventata una priorità per salvaguardare il pianeta.
I vini prodotti da Chateau De L’Aulèè nascono in un ambiente rispettoso della natura e del suo fragile ecosistema. Il desiderio di proteggere le api, importanti impollinatori, arricchisce il lavoro della tenuta. La qualità dei vini mostra l’attenzione del produttore, mentre il prezzo accessibile delle bottiglie riflette un atteggiamento positivo verso il mercato. Questi fattori contribuiscono a un contesto produttivo intriso di positività, impegnato nel miglioramento della collettività di cui facciamo parte.









