Quanto è importante la spiritualità nella tua vita?
In un mondo che spesso ci spinge a cercare risposte “altrove”, mi sono ritrovata a riflettere su un’idea di spiritualità che non ha bisogno di divinità o cieli lontani. Un’idea che risuona profondamente con il pensiero esistenzialista di giganti come Sartre e De Beauvoir, e che si manifesta, sorprendentemente, nella quotidianità.
Per me, la spiritualità non è una ricerca di qualcosa di trascendente, né un desiderio di un “oltre” irraggiungibile. Al contrario, è una profonda consapevolezza e autenticità nel “qui e ora”. Se, come diceva Sartre, siamo condannati a essere liberi e a creare noi stessi attraverso le nostre scelte, allora la spiritualità emerge proprio da questa incessante costruzione di sé.
Non si tratta di “ottenere” la spiritualità, ma di viverla pienamente. Ogni azione, ogni relazione, ogni momento di impegno nel mondo diventa un tassello di questo mosaico. De Beauvoir ci ricorda come il significato non sia qualcosa di dato, ma qualcosa che costruiamo attraverso la nostra esperienza vissuta, attraverso la nostra libertà di essere nel mondo.
Mentre ero in viaggio verso il mare, con l’immensità che si apriva davanti a me, ho percepito questa forma di spiritualità in modo particolarmente vivido. Il suono delle onde, l’orizzonte infinito, la sensazione dell’acqua – non c’è bisogno di cercare significati esterni. L’esperienza stessa, vissuta con piena consapevolezza, diventa un momento di profonda connessione con la propria esistenza e con l’universo circostante.
È un approccio radicato, lucido, che ci invita a trovare il sacro non in ciò che è lontano, ma in ciò che è più vicino: la nostra vita, le nostre scelte, il nostro presente.




