PUBBLICATO 18 dicembre 2025 7,36pm

Quando il vino diventa inaccessibile, la cultura si impoverisce

Prezzi elevati, nomi blasonati e il rischio di allontanare le persone dal vino italiano

Oggi sono entrata in un’enoteca della mia città.
Una di quelle che dovrebbero essere luoghi di scoperta, dialogo, relazione.
Sugli scaffali, invece, una scelta sbilanciata: grandi nomi, prezzi dai 70 euro in su, poche alternative, pochissime regioni rappresentate. Della Calabria, un solo vino.

Non è un caso isolato. È una dinamica che riscontro spesso in Italia.

Quando il vino viene raccontato solo attraverso etichette blasonate e prezzi fuori dalla portata della maggior parte delle persone, non stiamo facendo cultura.
Stiamo creando distanza.

Il primo problema è il prezzo, che diventa barriera.
Il secondo è il messaggio implicito: “Il vino di valore è solo questo”.
Così chi non ha strumenti, chi si avvicina con curiosità, chi vorrebbe capire, resta fuori.

Eppure l’Italia è una mappa straordinaria di differenze.
Dall’Alto Adige all’estrema punta della Sicilia, passando per Calabria, Basilicata, Molise, Campania — una delle regioni più importanti dal punto di vista vitivinicolo e ampelografico, con vigne a piede franco dal Vesuvio ai Campi Flegrei, da Furore al Taurasi.

Questa ricchezza non può essere compressa in una vetrina elitaria.

La cultura del vino nasce da pratiche semplici e vere:
un bicchiere condiviso, una bottiglia accessibile, un racconto onesto.
Se togliamo questo, resta solo il prezzo. E il prezzo, da solo, non educa.

Fare business non è un problema.
Il problema è farlo senza cuore, senza visione, senza responsabilità verso le persone.
Il vino non è un trofeo da esibire: è un linguaggio che unisce.

Se lo rendiamo inaccessibile, smettiamo di parlare.


Interiore di un'enoteca minimale con scaffali bianchi e diverse bottiglie di vino disposte in modo ordinato, creando un'atmosfera fredda e impersonale.

Agnes Futa


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Vecchia vite di Liatiko a piede franco nel vigneto della famiglia Zoumberakis, a Kali Sykia (Rethymno, Creta). Tra rocce, scisto e forti pendenze, la pianta continua a raccontare il profondo legame tra ambiente e viticoltura mediterranea. Foto © Agnes Futa – Antenna-Vino.

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