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PUBBLICATO Domenica 06- 07 -2025

Giorno Terzo

Un Ritorno Necessario: L’Orsay e la Passione per l’Arte

Il terzo giorno a Parigi è stato un ritorno a un luogo che per me è molto più di un museo: il Musée d’Orsay. Potrebbe sembrare banale tornarci ogni volta, ma io lo farò finché le circostanze me lo permetteranno. Qui, tra le mura della vecchia stazione, si respira l’essenza dell’arte che amo visceralmente: l’impressionismo, il post-impressionismo, l’espressionismo e, in cima a tutto, l’universo di Van Gogh.

L’Arte come Incontro e Cura

È proprio in questi spazi che si manifesta chiaramente come l’arte abbia il dono inestimabile di riunire le persone nella contemplazione della bellezza. Qui, visitatori di ogni età e provenienza si soffermano insieme, gomito a gomito, davanti a una tela, condividendo in silenzio l’emozione e la riflessione. È un’altra occasione, come nel caso della letteratura, di fermarsi sul buono e il bello che fa così bene alla società. La bellezza, come acutamente definita da Dostoevskij, è davvero la salvatrice del mondo. E Parigi, anche in questo, ci insegna alla cultura e alla sua magnifica risonanza universale, che attraverso le opere e i colori continua a colloquiare con chiunque ne abbia voglia.

Questo approccio si estende a un aspetto pratico di straordinaria sensibilità: l’accesso gratuito al museo anche per coloro che vivono di pensione sociale o sono disoccupati. Che bella iniziativa! È un esempio lampante di approccio morbido e inclusivo nei confronti dei più disagiati. L’arte, infatti, ha un profondo dono di guarigione, la capacità di migliorare il flusso dei pensieri. Essere circondati da così tanta bellezza trasforma le persone, le cambia in meglio, nutrendo l’anima e offrendo nuove prospettive. Quante idee possono nascere da quegli istanti trascorsi in contemplazione, anche quando si attraversa un momento non troppo felice? È un nutrimento per lo spirito che va oltre la mera osservazione, un sostegno invisibile ma potente.

I Maestri: Da Manet a Van Gogh

Ogni mia visita è un’immersione profonda, quasi una meditazione. Mi “sdraio” sui miei pensieri, sento l’anima vibrare, cercando un contatto che vada oltre il semplice visivo. È come se il mio cuore abbracciasse il pensiero di tutti quei maestri che, con le loro pennellate, hanno saputo far ridere gli occhi del mondo. Manet, Monet, Renoir, i cui colori e luci raccontano storie di vita e bellezza.

E poi c’è lui, Vincent Van Gogh, solo come un cipresso in un antico cimitero. Crudelmente solo, abbandonato da tutti tranne che dalla sua condizione mentale, che gli giaceva accanto come un’amica ansimante, e dal fratello Theo, caro e vicino a quell’uomo tormentato da forti contrasti. Ho pianto, sì, ho pianto davanti alla sua Notte Stellata, perché il tempo, con un ritardo così lampante e diluito, gli ha dato ragione. Lì è racchiusa tutta la sua sofferenza, anzi, l’enigma della sofferenza che si trasforma in un desiderio mai esaudito di brillare nella luce piena e accogliente della vita stessa. Per me, è un onore cogliere il messaggio di quelle fitte e incessanti pennellate. È una mera denuncia che l’artista ha voluto esternare in primis verso se stesso e, successivamente, verso tutti gli altri.

La Forza del Rigore e l’Impegno della Creazione

Cézanne, con la sua visione precisa e attenta, mi rimette sulla strada del rigore. Mi offre dei paletti, mi riporta nella fermezza del suo colore che si fonde nella forma desiderata e mai imposta. È un contrappunto necessario, un ancoraggio intellettuale in un mare di emozioni. E poi c’è Gauguin, che mi ricorda l’impegno ferreo che richiede ogni creazione, sia essa un quadro o una scultura. L’impegno è la forza che traggo da questi maestri, tutto ciò coronato oggi in quel di Parigi, come se si volesse annullare quel brutto sogno haitiano. Ma no, è la bellezza che salverà il mondo, ed è l’uomo stesso.


Un dipinto di Paul Cézanne che rappresenta figure umane nude in un paesaggio luminoso, con nuvole bianche e alberi sullo sfondo.
PARIGI | Paul Cézanne Musée d’Orsay |APRILE 2025| FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

Vista del Museo del Louvre attraverso la grande finestra dell'orologio del Musée d'Orsay, in bianco e nero.
PARIGI| Vista del Palazzo del Louvre inquadrato attraverso l’orologio del Musée d’Orsay |APRILE 2025| FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA



Interno del Musée d'Orsay, con un grande orologio in bella vista e soffitto alto, che mostra l'architettura della ex stazione ferroviaria.
PARIGI | Interno del Musée d’Orsay |APRILE 2025| FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA
Ritratto di un artista con berretto e pittura, immerso in un paesaggio luminoso, incorniciato da un contesto naturale.
PARIGI| Musée d’Orsay | APRILE 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA
Panorama di Parigi al tramonto con la Torre Eiffel visibile in lontananza, circondata da edifici storici.
PARIGI | Museo d’Orsay| APRILE 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA
Interno del Museo d'Orsay a Parigi, con visitatori che ammirano le opere d'arte e sculture in un ambiente luminoso e architettonicamente affascinante.
PARIGI | Museo d’Orsay | APRILE 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA
Un dipinto di una camera da letto con pareti blu, un letto giallo, tavolo e sedie, con un'illuminazione naturale che filtra da una finestra.
PARIGI | Museo d’Orsay | APRILE 2025 | FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA
Un cartello nel Musée d'Orsay con la scritta 'l'art est dans la rue', che promuove un evento artistico, con elementi grafici in evidenza.
PARIGI | Museo d’Orsay |APRILE 2025| FOTOGRAFIA DI AGNES FUTA , ANTENNAVINO ITALIA

Agnes Futa


Vecchia vite di Liatiko a piede franco nel vigneto della famiglia Zoumberakis, a Kali Sykia (Rethymno, Creta). Tra rocce, scisto e forti pendenze, la pianta continua a raccontare il profondo legame tra ambiente e viticoltura mediterranea. Foto © Agnes Futa – Antenna-Vino.

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